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Catanzaro

 

 

 

 Catanzaro è situata strategicamente al centro del Golfo di Squillace nell'istmo di Catanzaro, il punto più stretto della Penisola con soli 35 chilometri di terra che separano la costa jonica da quella tirrenica.

IL territorio comunale si estende letteralmente "dal mare ai monti", cioè dal quartiere Marina fino a Sant'Elia e al santuario di Termine.

Da alcuni punti della città, come via Madonna dei Cieli, in giornate particolarmente serene è possibile vedere nitidamente sia il Mar Ionio che il Mar Tirreno con l'isola di Stromboli.

Il nucleo storico della città è situato su tre colli (di San Trifone o San Rocco; del Vescovado; del Castello o di S. Giovanni che è il più alto).
Durante la dominazione aragonese (inizio Quattrocento) Catanzaro visse periodi di trasformazione nella vita economica e sociale, mantenendo comunque efficienti la scuola ed il commercio della seta, infatti , grazie all'antica esperienza ed alla qualità del prodotto noto in Italia e nei paesi europei - la città era oggetto di notevoli scambi commerciali.

Risale infatti al 1466 la richiesta da parte di Luigi XI, re di Francia, di istituire la manifattura di seta a Lione, ma in seguito alle proteste della popolazione che ne avrebbe dovuto supportare le spese, gli artigiani arrivati dall'italia, tra i quali alcuni maestri catanzaresi (forse tre), furono trasferiti a Tours con tutti i loro attrezzi di lavoro.

 In questa circostanza comparve anche il primo telaio meccanizzato (detto) di Giovanni il Calabrese. La lavorazione della seta decadde con il bando degli ebrei da tutti i territori sottoposti alla Corona spagnola, poiché esclusivamente ebraica era la popolazione che si occupava della pratica di quest'arte.

Ancora oggi, nel centro storico della città vi è un quartiere, denominato "Filanda", che sta proprio ad indicare l'ubicazione degli antichi laboratori e delle scuole dove si tesseva e si filava.

Il Teatro Politeama di Catanzaro, inaugurato il 29 novembre 2002 con un concerto dell'orchestra dell'Arena di Verona (direttore Maestro Aldo Ceccato), sorge in pieno centro storico sull'area risultata dalla demolizione del vecchio Cinema-Teatro Politeama, struttura realizzata negli anni trenta, e del coevo Mercato coperto.


La gastronomia di Catanzaro, che affonda le sue radici nella tradizione tipicamente mediterranea, è caratterizzata da una predominanza di sapori forti e decisi. Vari e tutti gustosissimi i primi piatti, tra cui spiccano la pasta e ceci con finocchi selvatici, la pasta "dei mietitori", condita con un sugo a base di cipolle, zucchine e patate, e la pasta con le alici, preparata con alici sotto sale, mollica di pane e, a scelta, peperoncino piccante.

Un posto d'onore è riservato alla carne, molto utilizzata quella di maiale e di manzo, alle verdure e alle lumache, consumate con un delizioso sughetto di pomodoro aromatizzato con foglie di alloro, origano e peperoncino piccante. Ma l'autentico piatto forte della gastronomia catanzarese, conosciuto non solo in Italia ma anche all'estero, è il morzeddhu, di solito servito caldo nella pitta, pane casereccio piuttosto schiacciato e dalla forma circolare, tagliata a libretto.

La ricetta, legata alle tradizioni semplice e povere della cucina contadina, ha come ingredienti base le interiora di vitello, i cosiddetti diuneddhi, eccetto il cuore, la conserva di peperoni piccanti, sale, origano, alloro, e vino rosso. Da segnalare poi le conserve, come alici o sarde salate, melanzane sott'olio, melanzane in agrodolce o alla schipece, tutte rigorosamente preparate secondo antichi metodi. Ottimi i dolci, in modo particolare i monaceddi, preparati con uova sode farcite di cacao e fritti, la pitta 'nchiusa e le cuzzupe, ciambelle decorate con uova, tipiche di Pasqua. Rinomati i vini catanzaresi, soprattutto la Malvasia.

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