Il territorio
Reggio Calabria
Bagnara Calabra
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Quasi tutte le ripide pendici montane che circondano il paese sono coltivate a vigneti a terrazze, e questi possono considerarsi il simbolo della industriosità e del genio dei nostri contadini, che spinsero tale tipo di coltura fin ai posti più inaccessibili sichè le possiamo ammirare perfino a ridosso delle più impervie scogliere a precipizio sul mare. Cenni storici
Le notizie sulle origini di Bagnara sono, a tutt’oggi, vaghe e frammentarie e ad ogni modo non sufficientemente convalidate dai documenti. Certo è che Ruggero il normanno, Gran Conte di
Il colle di Marturano divide in due la lunghissima spiaggia che si estende, per oltre un chilometro, dai piedi del monte “Cucuzzo” alla torre Ruggiero. La finissima sabbia bianca che si estente sino al mare, accoglie ogni anno moltissimi turisti che trovano tutte le comodità nei lidi che vengono allestiti ogni estate lungo la costa. A nord del porto di Bagnara il paesaggio cambia completamente , scompare la bellissima spiaggia bianca e il paesaggio viene dominato dalle sporgenze e le rientranze dei monti, che si uniscono facendo un tutt’uno con il mare. Tra queste si trovono spesso delle meravigliose grotte naturali, tra le quali le più famose: la “Grotta del Monaco” e la “Grotta delle Rondini”, che nel periodo estivo divengono ambite mete di gite in barca, ed un vero paradiso per gli appassionati di pesca subacquea. Il riflesso del sole e delle roccie che si uniscono al mare, colorano i fondali di un bellissimo colore azzurino-violaceo che ha dato il nome di “Costa Viola” al nostro litorale
- La cucina di Bagnara Calabra offre una ricca gamma di sapori legati alla migliore tradizione gastronomica marinara. Molto utilizzato e' il pescespada, che costituisce l'ingrediente principale del piatto piu' rinomato del luogo: il "pescespada alla bagnarese", cotto a bagnomaria con olio, aglio, limone, capperi, prezzemolo e origano. Squisiti anche gli involtini di spatola arrosto, insaporiti con formaggio e origano, e gli "spaghetti con la scuzzetta", conditi con un sugo a base di pomodori freschi al quale si aggiunge la parte posteriore della testa del pesce spada. Vera leccornia e' poi il torrone di Bagnara, realizzato artigianalmente con gli ottimi ingredienti locali. Diverse le specialita' conosciute in Italia e all'estero: dal classico "torroncino alla martirana", con mandorle tostate e miele, ricoperto di zucchero e aromatizzato con essenza di arancio, garofano e cannella, al torrone con miele d'arancio, albume e mandorle, avvolto in una squisita glassa al cioccolato, ai torroncini aromatizzati alla vanillina e all'arancia. Molto pregiate le uve, nelle numerose qualita' di cui Bagnara vanta la produzione: malvasia, zibibbo, olivarella, liparota, ruggia e corniola. Ottimi, infine, i vini locali, caratterizzati da un'alta gradazione alcolica e da un intenso profumo.
-Una delle voci principali nell'economia di Bagnara Calabra e' rappresentata dall'artigianato. Di grande importanza la lavorazione del vetro, i cui bellissimi pezzi si possono ammirare nelle botteghe del vecchio borgo, e la costruzione di barche in legno, soprattutto quelle per la pesca del pesce spada, realizzate in forza di una tradizione cantieristica che risale al XVI secolo. Rinomata infine la produzione di oggetti in ceramica e in terracotta: scelta dei materiali, cottura, smaltatura e decorazione seguono rigorosamente gli antichi metodi artigiani, facendo rivivere forme e colori del passato. I manufatti, di elevata qualita' artistica, riscuotono grande successo e vengono venduti sia in Italia che all'estero.
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Bagnara
Calabria e Sicilia, emana, nel 1085 il diploma di fondazione dell’Abbazia di Santa Maria e dei XII Apostoli, affidandola ad alcuni uomini, di fede, suoi connazionali. L’Abbazia arricchita di beni e privilegi, venne sin dalla nascita dichiarata ABBAZIA NULLIUS, sottomessa unicamente al Romano Pontefice.
Considerata l’importanza di questo luogo anche come punto di riferimento con i centri vicini,e soprattutto come punto di difesa di questo litorale, il Conte Ruggero vi fece un castello, fortificando l’intera rupe con grosse mura di cinta e altre opere di difesa. In pochi decenni diviene centro politico, amministrativo e commerciale di un vasto feudo, che annovera il possesso di ben 33 chiese con relative pertinenze: 11 in Calabria e 22 in Sicilia. Fino a tutto l’immediato dopo guerra,ovvero, fino a quando la ricchezza fu considerata sinonimo di prestigio, di potere politico e di governo, una ricca ed attemprata borghesia resse le sorti della città. Di contro,la miseria e la fame erano diffuse (come ovunque nella Calabria e nel Meridione in genere), e il popolino languiva nel servilismo, nell’ignoranza, nella superstizione. Va comunque precisato, che a Bagnara, a differenza di una gran parte dei paesi non di mare, la ricchezza, in denaro e beni di consumo, ebbe sempre modo e maniera di circolare, a dispetto non solo delle leggi ma pure di alcune tremende carestie e calamità che colpirono il paese, ciò grazie alla vicinanza delle due più grandi città-porto dello Stretto: Reggio Calabria e Messina; e naturalmente grazie alla intraprendenza e al coraggio della nostra gente.
Una caratteristica fondamentale di Bagnara è la bellezza delle sue spiagge.


