Il territorio
Reggio Calabria
Gerace
| Gerace |
|
|
|
|
Il centro storico si articola in diversi nuclei: il Borgo, uno dei quartieri piu' interessanti della parte bassa, che presenta ancora, scavate nel tenero tufo rossastro, le grotte dei vasai, ampie botteghe quasi completamente prive di sostegni in muratura, nelle quali l'argilla viene ancora lavorata secondo le antiche tecniche usate dai Greci; la Cittadella, edificato in buona parte sulla roccia, nel quale si trovano fornaci e strutture un tempo destinate alla lavorazione dei vasi, ma anche molte antiche chiese e palazzi nobiliari; infine il Borghetto, caratterizzato dalle modeste abitazioni cui si accede tramite graziose e ripide scalette. Ogni angolo a Gerace riserva nuove suggestioni, dai viottoli La Città era circondata anticamente da solide mura turrite che ne delimitavano l’accesso. Il centro storico era così chiuso in una sorta di fortezza alla quale si accedeva tramite delle porte urbiche. Le strade interne erano lastricate con pietra viva messa di “cozzo”, cioè verticalmente per frenare sia il movimento impetuoso dell’acqua piovana che gli zoccoli dei cavalli; il fondo si presentava leggermente ottuso in modo da permettere lo scolo delle acque piovane. Gli spazi che si aprivano erano destinati a varie funzioni: Piazza del Tocco rappresentante la Curia Civilis (antica sede del Parlamento locale costituito da rappresentanti della nobiltà, della borghesia e dei “mastri”), l’Amministrazione civile; Piazza Tribuna che anticipa l’ingresso alla cittadella vescovile, la Curia Episcopalis, la sede della Madre di tutte le Chiese della Diocesi e sede del vescovo. Il prospetto principale delle costruzioni nobiliari, che si affaccia di solito sulle arterie principali e sulle piazze della Città, è caratterizzato da maestosi portali sui quali è inciso lo stemma del casato, illeggiadrito da panciuti balconi su cui aprono, all’interno, spazi aperti come cortili e giardini. Intorno alle sedi del potere si estendevano le costruzioni di altri benestanti e del ceto popolare. Tutti questi edifici caratterizzano il paesaggio geracese che nel corso del tempo si è sviluppato in maniera ordinata e secondo precisi criteri urbanistici. La Città è abbellita da sontuosi palazzi signorili dotati di portali in pietra lavorata da scalpellini locali. Fra i più significativi vi è Palazzo Grimaldi-Serra (di origine seicentesca, ma rifatto nell’Ottocento); Palazzo Migliaccio in Piazza del Tocco; Palazzo Candida, edificio nobiliare a corte; Palazzo Arcano con un bel portale in pietra; Palazzo Del Balzo, unica struttura civile di Gerace munita di feritoie difensive.
-
- Nel 1533 i Cappuccini, il cui ordine era stato da poco fondato, si stabilirono nella piana di Gerace, prendendo possesso della chiesa di Santa Maria la Nova. Nacque cosi' poco dopo uno dei primi e dei piu' grandi complessi monastici della Calabria, che acquisi' notevole importanza soprattutto nel corso del XVII secolo. - Viva ed estremamente varia e' la tradizione artigiana a Gerace. La cittadina, nota fin dal XVI secolo per la presenza di botteghe figuline e per la secolare lavorazione delle terrecotte, divenne a partire dal 1617 anche importantissimo centro di produzione e commercializzazione di ceramiche artistiche. - Il territorio di Gerace fu certamente frequentato sin da epoca antichissima. Nell'area che si trova alla confluenza delle tre colline di Parrere, Monserrato e Stefanelli, sono state individuate tracce di un villaggio preistorico; vicino a questo sono ubicate anche la necropoli protostorica di Stefanelli e il villaggio di Monserrato
Il Borgo Incantato
La gastronomia di Gerace si ispira alla piu' genuina e autentica tradizione contadina, caratterizzata da sapori e ingredienti semplici, tra i quali spiccano l'olio d'oliva, il peperoncino, e il pomodoro fresco. Protagonisti i piatti a base di carne di maiale, di verdure, e di legumi, cosi' come le minestre e la pasta "fatta in casa", tutti preparati secondo le tipiche ricette della cucina calabrese; prelibati i salumi, tra i quali soprattutto la famosa soppressata con "la lacrima", e le varie conserve sott'olio e sott'aceto. Particolarmente buoni poi i dolci, molti dei quali legati alle piu' importanti festivita' religiose, come le "sgute", deliziose ciambelle, la "pignolata", pasta frolla fritta e ricoperta di miele, la "cicerata", le "nocatule" e "i zzippuli". Si raccomandano soprattutto le "pitte di S. Martino", preparate con la pasta sfoglia e farcite con fichi secchi, mandorle, noci, chiodi di garofano, cannella, e uva sultanina, e i "rafioli", biscotti molto particolari a base di farina, zucchero, uova e glassa, un tempo confezionati in occasione delle nozze. Da assaggiare anche le pere e i fichi secchi, farciti di mandorle e spolverizzati di zucchero a velo. Rinomato infine il pregiato vino da dessert prodotto a Gerace, il Greco, dal caratteristico colore giallo ambrato, ottenuto da un'uva di alta qualita', lasciata appassire sui graticci prima della pigiatura. Secondo la tradizione questo vino veniva offerto dai Greci, unito al miele, agli ospiti di riguardo.
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|









Gerace
lastricati su cui si aprono perfetti archi a tutto sesto, alle piazzette sulle quali si affacciano antichi palazzi, ai portali sormontati da squadrati mattoni in terracotta rossa, fino alle bifore spagnoleggianti con conci ocra e neri.
Il
Eventi

