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Il nome potrebbe derivare dal greco "Kudròs", che significa elevato e vista la posizione nelle alture del marchesato potrebbe starci. oggi è un popoloso paese, che si estende sulla dorsale collinare tra i fiumi Esaro e Tacina. E' stato fondato dai crotoniati ma non ci sono tracce di questo passato, molto più interessanti sono gli anni che legano Cutro al medioevo, tra i reperti un crocifisso ligneo del 1500 attribuito a frate Umile di Pietralia.
Paese, ricco di storia, che si estende sulla dorsale collinare tra i fiumi Esaro e Tacina. Qui si riconoscono le tradizionali case, ad un piano, dei braccianti e terraggeristi, che, poste alla periferia del vecchio centro, si affacciano alle pianure costiere o dominano le colline dell'antico latifondo.
Chi arriva nei pressi del centro urbano di Cutro non può non notare l’irreale paesaggio che appare
all’improvviso. Una distesa di colline di colore oro che s’inseguono a perdita d’occhio. Quelle alture sono tutte coltivate a grano. Su 9308 ettari di terreno coltivabile la quasi totalità è impiegata per la produzione cerealicola. È questo uno dei rari casi di monocultura agricola in Calabria.
I diversi panifici presenti sul territorio sfornano un ottimo pane di farina di grano duro, dal tipico colore giallo, che è rinomato in tutta la Calabria.
Chi ha mangiato soltanto una volta il pane di Cutro non lo ha più dimenticato. E' ottimo anche soltanto con un filo d’olio di oliva.cutroscorcio.jpg
Negli ultimi anni si è, tuttavia, tentato di introdurre nuove colture. Nei vasti appezzamenti cominciano, infatti, a notarsi le prime coltivazioni di ortaggi. Cutro vantava, negli anni Settanta del Novecento, un primato nel commercio ambulante. Le licenze per esercitare questa attività superavano in paese quelle del suo capoluogo, Crotone.
Un accenno a parte merita il turismo che negli ultimi anni, pur dimostrando una certa vitalità grazie alla presenza di diversi villaggi, ancora non decolla perché non si sfruttano a pieno le potenzialità offerte dal territorio.
cutro_mare.jpgUna lingua di sabbia dorata preceduta in alcuni tratti da verdi eucalipti è il biglietto da visita di Cutro. Dalla marina fino al centro abitato si percorrono strade che, come serpenti, si insinuano tra le colline coltivate a grano. Giunti in paese è la parte antica ad attirare l’attenzione del visitatore, che resta affascinato dai palazzi padronali e dalle vecchie chiese di inaspettata bellezza.
Il pesce fresco si trova con facilità e solitamente viene preparato semplicemente per meglio esaltare il gusto naturale. Particolarità della cucina cutrese sono le “vermiture” che si raccolgono tra giugno e luglio con le quali si prepara un’ottima pasta.
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