Il territorio
Vibo Valentia
Pizzo
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Il litorale di Pizzo, con i suoi 8 Km di costa, presenta una morfologia variegata che ne esalta le sua naturali bellezze. Ad ampi e capienti arenili sabbiosi si succedono rupi rocciose che si immergono nel Golfo formando suggestive calette. Economicamente la citta' vive di mare, di turismo e di arte culinaria. Oltre al pesce fresco, una delle specialita' che rende Pizzo unica ed irripetibile e' il Tonno all'Olio d'Oliva, per la sua lavorazione che rende unico il prodotto. Ricordiamo anche il locale ed avvolte introvabile vino "ZIBIBBO", ricavato dall'omonima e dolcissima uva locale.
Il "TARTUFO DI PIZZO", tipica specialita' artigianale al quale Pizzo deve parte della sua fama.
La costruzione del Castello risale al 1492. Fu edificato per volonta' di Ferdinando I° di Aragona mentre la torre grande (detta torre maestra) e' di origine "Angioina) 138o circa.
Tra i tanti luoghi della citta' che meritano di essere visitati vi e' l'originale chiesetta di Piedigrotta, vicina al centro storico di Pizzo, tutta scavata nel tufo e ricchissima di statue distribuite in piccole grotte molto suggestive. Si narra che verso la fine del 1600, un veliero, navigando nel Golfo di Sant'Eufemia, ad un miglio a nord di Pizzo, per il mare in tempesta calo' a picco. Il capitano difronte ad un quadro della Madonna di Piedigrotta fece voto, in caso di salvezza, di innalzare una chiesetta nel punto in cui avrebbe toccato la costa. I marinai riuscirono dopo grandi sforzi a guadagnare la riva raggiungendo la spiaggia dove oggi sorge la chiesetta. Sul bagnasciuga del lido si adagio' il quadro della Madonna che fu deposto sull'altare. Oasi dell'Angitola
Lungo le rive, Salici bianchi e Ontani neri, cui segue la pineta di impianto artificiale a Pino D’Aleppo. La vegetazione anfibia è rappresentata soprattuttodal tifeto e dal fragmiteto (cannuccia di palude) Interessanti lembi di Sughereta con essenze della macchia mediterranea. Tra le prime ricordiamo il Germano reale, l’Alzavola, Il Fischione, il Moriglione. Durante i periodi della migrazione si possono osservare diverse specie di Aironi (da quello cenerino, più comune, alla Garzetta, al più raro Airone bianco maggiore), diversi limicoli (come il Cavaliere d’Italia) e, tra i rapaci, il Falco pescatore. Lo Svasso maggiore, nidificante e stazionario, è il simbolo dell’oasi. La Tonnara
La pesca del tonno, di cui si è sempre decantata la grande bontà delle sue carni, da parte dei buongustai, ebbe notevole incremento dopo l’anno mille con l’installazione delle " tonnare fisse" o sistema di pesca con un’apparecchiatura di reti fisse sott’acqua, nei tratti di mare ove si prevedano il passaggio dei tonni, distinti in due complessi principali delle quali una partiva dalla riva, e, spingendosi nel mare per qualche chilometro, serviva ad interrompere la corsa dei tonni ed a dirigerla verso il secondo complesso, dove il tonno una volta penetrato veniva ucciso. Numerose le tonnare in piena attività nel ‘500 e le altre sorte tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 lungo questa costa, il cui termine indicava tutto il complesso di attrezzature, strutture a terra ed a mare, che caratterizzavano tale attività. A Pizzo in quegli anni vi erano due tonnare, di proprietà dei De Silva y Mendoza, principi di Mileto, una a Bivona ed una a Santa Venere, queste ultime di proprietà di Ettore Pignatelli, Duca di Monteleone, ed un’altra a Briatico, dapprima di proprietà di Bernardo Caracciolo, signore di Oppido, infine dei Pignatelli. Le tonnare cessavano lentamente la loro attività tra gli anni ’50 e ’60 per l’alto costo di gestione e per il sopraggiungere di altri metodi di pesca più moderni. L’attività di pesca e di lavorazione del tonno è ancora oggi abbastanza notevole.
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L’oasi è stata istituita nel 1975 e, dopo dieci anni, è stata dichiarata "zona umida di importanza internazionale" come habitat per gli uccelli acquatici, secondo la Convenzione di Ramsar.
La concomitanza di alcuni fattori, come l’abbondanza di cibo, l’assenza di ghiaccio nei mesi invernali e il divieto di caccia, ha fatto sì che in pochi anni il Lago dell’Angitola diventasse una delle zone umide più importanti del meridione per varietà di uccelli acquatici e quantità di individui.
Pizzo e Bivona ancora oggi sono località rinomate per la pesca dei tonni che, nel mese di maggio e giugno, si avvicinano a migliaia alle coste calabresi, seguendo antichi percorsi.


