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Ricadi-Capo Vaticano- Santa Domenica di Ricadi PDF Stampa E-mail

 Il Comune di Ricadi per la sua felice posizione geografica e per l'amenità del paesaggio ha sempre costituito un polo di attrazione per molte popolazioni.

Infatti, innumerevoli ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di vari insediamenti umani fin dall'epoca preistorica. In questi luoghi lasciarono tracce di un'antica e gloriosa civiltà gli Elleni, i Romani, i Bizantini, i Saraceni, i Normanni, le dinastie degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi e dei Borboni.
Chiaramente, le diverse dominazioni hanno influito su vari aspetti della vita degli indigeni e in modo particolare sul loro modo di esprimersi. Infatti, la lingua parlata risente dell'influenza di parole di origine araba, francese, spagnola, germanica e soprattutto latina e greca.
La storia dei paesi del "Capo" è legata a quella della vicina città di Tropea la quale per secoli esercitò il suo dominio su di essi che furono denominati "casali".
Nel 1806 Giuseppe Napoleone re delle due Sicilie, in occasione della suddivisione del regno in Province, Distretti e Comunità, assegnò Ricadi alla Provincia della Calabria Ulteriore, Distretto di Monteleone, Comunità di Tropea.
Nel 1808, Ricadi con Regio assenso promulgato da Giuseppe Napoleone fu eretto libero Comune ed ebbe il suo primo Sindaco, un certo R.A. Avenia. In un primo momento pare che siano state assegnate a Ricadi le frazioni di S. Domenica, Ciaramiti, S. Nicolò, Brivadi, Orsigliadi e Brattirò.
In seguito, Brattirò fu distaccata dal Comune di Ricadi e assegnata a quello di Drapia e a Ricadi furono concesse, intorno al 1812, le frazioni di Lampazzone e Barbalaconi che appartenevano a Spilinga.
Nel 1894 con la costruzione della line ferroviaria Napoli-Reggio Calabria, il ricadese cominciò a muovere i primi passi sulla via dello sviluppo sia economico che sociale.

Nel territorio di Ricadi sono ancora visibili tre delle numerose torri di avvistamento poste lungo la costa a difesa dai saccheggiatori saraceni: Torre Marrana, Torre Ruffa e Torre Bali.

Adagiata alla base dell'altopiano del Monte Poro si estende fino alle rive del mare (Promontorio di Capo Vaticano) dove bellissima è la spiaggia di Capo Vaticano.

 Interessanti i fondali di "Formicoli", dove si può ammirare una distesa di massi per lo più di roccia granitica ricchi di fauna. Bei panorami rendono pregevoli le spiagge di bianca e finissima sabbia di Grotticelle, Riaci e Tono.

La particolare morfologia dei territorio con valli e profonde incisioni fluviali su un territorio dal tipico “terrazzamento a gradoni” permette di raggiungere agevolmente gli strati fossiliferi del Miocene.

Conchiglie tipiche dei mari tropicali, denti di squalo, coralli, si accompagnano a ritrovamenti di parti scheletriche di mammiferi marini e continentali. In alcune vallate è ancora presente la felce gigante tropicale Felce Gigante.

Le tre baie di Grotticelle sono le più note e più suggestive località balneari del comune di Ricadi (VV), che culminano con il promontorio di Capo Vaticano.

Prima ancora che acquistasse una certa rilevanza turistica, Grotticelle era un luogo che viveva prevalentemente di risorse della terra e del mare.

Capo Vaticano è un'estesa località balneare del comune di Ricadi (VV).

Il promontorio che ne assume il nome è fatto di uno speciale granito, quello bianco-grigio, studiato in tutto il mondo per le sue particolarità geologiche (l'altezza massima del promontorio è pari a mt. 124). Di notevole importanza è la presenza della felce tropicale e la presenza di sedimenti marini del Quaternario, che fanno di Capo Vaticano una meta obbligata di molti studiosi di Paleontologia, dove, la particolare morfologia dei luoghi con valli e profonde incisioni fluviali su un territorio dal tipico “terrazzamento a gradoni” permette di raggiungere agevolmente gli strati fossiliferi del Miocene. Conchiglie tipiche dei mari tropicali, denti di squalo, coralli, si accompagnano a ritrovamenti di parti scheletriche di mammiferi marini e continentali.

Il promontorio di Capo Vaticano è situato sulla costa tirrenica calabrese, di fronte allo Stromboli e le Isole Eolie, separa il Golfo di Sant'Eufemia e quello di Golfo di Gioia Tauro, e comprende la costa dalla baia del Tono fino alla baia di Santa Maria e le ultime propaggini del Monte Poro. La più suggestiva baia è quella di Grotticelle, formata da tre spiagge contigue.

Secondo una nota rivista francese, Capo Vaticano, è considerata la terza spiaggia più bella d'Italia e fra le 100 spiagge più belle al mondo.

Capo Vaticano è conosciuto anche come migliore territorio al mondo che produce la cipolla rossa, detta anche cipolla rossa di Tropea, grazie alle sostanze contenute nel terreno la cipolla possiede un gusto dolce "solo quella coltivata a Capo Vaticano risulta dolce", ed è ricercatissima nel mercato nazionale ed internazionale.

Grazie alle suggestive spiagge e il mare cristallino con fondali ricchi di fauna ittica, rende Capo Vaticano meta obbligata per Sub e turisti italiani e stranieri in testa i tedeschi, attratti anche da un entroterra che offre prodotti tipici come: la 'Nduja di Spilinga e il Pecorino del Poro.

 S. Domenica di Ricadi è un modesto e grazioso villaggio vicino Tropea che, come quasi tutti i paesi della Costa degli Dei, è proiettata verso il mercato del turismo. Distante da Tropea solo 3 Km la sua origine, antica, sembra legata proprio alle famiglie nobili di Tropea che si riversavano in quelle campagne per abitarvi durante i periodi caldi.
Il nome Santa Domenica risale da "Casale di Santa Domenica" che prendeva il nome da una ragazza, nata in questi luoghi intorno al 300d.C., da genitori profondamente cattolici. Fu' decapitata all'età di 16 anni, il 6 Luglio 303, da pagani che tentarono inutilmente di rinnegare la fede cristiana.

 

 
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