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Guardia deve il suo nome agli esuli di origine occitana, provenienti dal Piemonte, che nel XIII o XIV secolo giunsero in territorio calabrese, probabilmente per sfuggire alle persecuzioni di cui erano oggetto.
Ancora oggi infatti, nonostante la strage perpetrata dall&146;Inquisizione nel 1561 e di cui rimane ricordo nella cosiddetta Porta del Sangue, la comunità di Guardia Piemontese costituisce il più grande nucleo occitano della Calabria.
Interessantissimo il centro storico della cittadina, con le mura , le case in pietra, i vicoli e le stradine che conservano ancora la struttura originaria.
Le Terme Luigiane:
Ubicate nell'ampia vallata del fiume Bagni, ricca di boschi seppur vicinissima al mare, le TERME LUIGIANE sono la più antica e rinomata stazione di cura della CALABRIA.
La fama del potere curativo delle acque sulfuree di Guardia si perde nei secoli: ne disse Plinio il Vecchio descrivendo la vicina Cetraro (Temesa) e furono note fino al Medioevo come "acquae calidae Tempsae"; poi come "acquae putidae" ed ancora come "fons calidus".
Il primo documento, testimonianza dell'uso terapeutico di queste acque, risale l'anno 1446.
E' una lettera nella quale il futuro San Francesco da Paola ringrazia il nobile Simone degli Alimena per la carità elargita ad una donna, maritata ad un "calzolaro", allorché "infirmandosi la donna e fatta mezzo hidropica, ...la mandastivo alli Bagni della Guardia prestandoli li vostri muli, e le nache, dandoli denari e del pan bianco, e biscottelli, e confezioni."
Poi nel 1571 il Barrio, ripreso nel 1601 dal Marafioti, narrando delle nozze tra Roberto il Guiscardo e Sikelgaita dei Principi di Salerno, indicava le "acquae putidae" delle TERME LUIGIANE come confine dei latifondi dotali.
Nel 1703 l'abate Pacichelli scrive di Guardia: "celebra i suoi bagni in colle eminente quattro miglia entro Terra, già abitata da popoli settentrionali..."
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