Il territorio
Cosenza
Castrovillari
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Tracce sporadiche della fase finale dell'antica età della pietra sono state ritrovate nell'area del Pollino: esse testimoniano, come i manufatti precedenti, della presenza dell'uomo che esplica in prevalenza la sua attività di cacciatore. Il neolitico (VI- metà III millennio a.C.) è documentato, invece, sulla collina di S. Maria del Castello: La Civita, centro storicamente più antico, da cui provengono asce in pietra levigata. Reperti fittili hanno restituito una serie di grotte che si apre nella corona di monti che chiude a settentrione il suo comprensorio, sintomo di sedentarietà dell'uomo, che diviene agricoltore e allevatore. Il primitivo insediamento neolitico trova particolare sviluppo durante l'età dei metalli, con la nascita di un villaggio a carattere protourbano nella media età del bronzo (circa 1600 a.C.). L'abitato indigeno, di stirpe enotria, a giudicare dai corredi funerari di Bello Luco, fiorisce ulteriormente nel corso della prima età del ferro (800-700 a.C.), finché non entra nell'orbita politica ed economica della potente colonia achea di Sibari, fondata nel 720-721 a.C. sulla costa ionica. In antico, sull'acropoli della città anonima chiamata poi Castrovillari, dov'è oggi il santuario della Madonna, esisteva una stipe votiva, che ha restituito nel tempo una serie di statuine fittili, arcaiche e classiche, e di vasetti miniaturistici, a testimonianza di un culto tributato a divinità femminili greche. Distrutta Sibari dai Crotoniati (510 a.C.), si affacciano alla ribalta i Lucani e i Brettii, che lasciano qui testimonianze della loro cultura materiale: ai primi sono da riferire, in particolare, un'antefissa fittile e un bronzetto di Ercole, entrambi databili nel V secolo a.C. Corredi vascolari di età ellenistica (IV-III sec. a.C.) provengono sia dal centro che dal suo territorio. Cospicue testimonianze archeologiche (necropoli, 'ville', 'mitreo', tracciato viario) sono attestate nella campagna, dall'età ellenistico-romana fino al tramonto dell'antichità, come nel caso della necropoli che insiste sulla collinetta di Celimarro (VI-VII sec. d.C.) con corredi prevalentemente in bronzo e vasellame. Le numerose 'ville rustiche' scoperte e, in particolare la villa di Camerelle in opus incertum, testimoniano della forte romanizzazione del territorio. Nell'alto medioevo la vita si concentra sul colle di S. Maria del Castello, dove per la prima volta i Normanni cingono d'assedio la città fortificata e la conquistano (1064). Da qui provengono, oltre ad alcuni stucchi figurati di arte arabo-normanna (XII sec.) rinvenuti all'interno del santuario, frammenti di ceramica policroma, che rivelano influssi dei popoli che, da dominatori, durante i secoli dell'età di mezzo si sono succeduti nella regione: Bizantini, Normanni e Svevi, Angioini e Aragonesi. Della lingua longobarda, in particolare, restano cospicue tracce nel dialetto locale. Al tramonto del dominio normanno, sotto gli Svevi, il centro medioevale accoglie una colonia di Ebrei, che ebbe la sua sinagoga e diede il nome alla Giudeca, che si estendeva lungo le pendici meridionali del colle del Lauro. Ad eccezione delle fonti d'archivio, nessun reperto attinente alla colonia giudaica, fiorita qui per oltre tre secoli, ci è dato di conoscere fino ad oggi. Alla sommità del colle, il grandioso protoconvento francescano è il risultato degli ampliamenti successivi alla prima fabbrica risalente al 1220-1221, quando Pietro Catin fu mandato in Calabria da S. Francesco d'Assisi a diffondere la nuova regola. Il forte castello a pianta quadrilatera, che chiude a nord il centro storico medioevale all'altezza di porta della Catena, fu completato nel 1490 dagli Aragonesi, succeduti dopo lunga lotta agli Angioini, e adeguato all'uso delle nuove armi da fuoco.
L'iscrizione murata sulla porta d'ingresso ricorda che il re Ferdinando I d'Aragona lo fece costruire dalle fondamenta ad continendos in fide cives, «per tenere a freno i cittadini»: è una risposta dell'Aragonese alle rivolte fomentate e alle congiure - famosa quella 'dei baroni' (1485) - tramate dal tenace partito filoangioino, le quali agitarono il Regno di Napoli nella seconda metà del XV secolo (Francesco Di Vasto). Sono presenti i seguenti edifici storici: Palazzo Cappelli del 1777, Palazzo Gesualdi del sec. XVI, Palazzo Salituri alla Giudeca del tardo 500, Palazzo Salituri in via Roma del sec. XIX, Palazzo Rescia del primo 800, Palazzo Gallo già monastero dei Benedettini del sec. XVI e rimaneggiamenti del sec. XIX, Palazzo Gallo ora Biblioteca Civica del sec. XIX, Palazzo Laghi del XVIII sec., Palazzo Turco del XIX sec., Palazzo Calvosa del sec. XIX.
Rinomato è il "Carnevale del Pollino" con sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati. I prodotti tipici locali sono: dolci "ciotarelle", olio d'oliva, prodotti caseari e miele. Da Vedere: Castello Aragonese |
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Le testimonianze più remote del territorio di Castrovillari appartengono al paleolitico antico o inferiore-medio (150.000-50.000 anni da oggi).


