Il territorio
Cosenza
Amendolara
| Amendolara |
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In base ai numerosi reperti archeologici ritrovati nella zona, si pensa che il territorio fosse abitato già nel periodo neolitico (6000-4000 a.C.) e che la presenza umana sia divenuta stabile nell'Età Protostorica (3500-8000 a.C.), quando una comunità enotria si insediò nella zona dell'odierno "Rione Vecchio". Dopo avere subìto la dominazione romana il paese ebbe una fiorente vita religiosa prima con l'attività bizantina, poi con quella circestense, come testimoniano le numerose Chiese e le grotte eremitiche collocate su gran parte del territorio.
Con la costruzione del Castello, verso l'anno mille, cominciarono a comparire le Dinastie degli Svevi, degli Angioini, le Signorie dei Della Marra, dei Montalto, dei Cognetta, dei Gambacorta, dei S.Felice, dei S. Severino, dei Caraffa, dei Pignatelli di Cerchiara, dei Pignone, dei
Nel 1848 la popolazione, ormai ridotta alla povertà, si ribellò contro i proprietari terrieri occupando le terre comunali di Straface. Miseria e disoccupazione portarono a un consistente flusso migratorio verso l'Argentina e il nord Italia che durò per circa un secolo. Gli amendolaresi rimasti, però, non si arresero e spinsero verso una ripresa economica, politica e culturale.
Con la fine della Prima Guerra Mondiale, si assisteva alla ripresa dell'economia agricola e alle colture tradizionali, quali i cereali e le olive, si aggiungeva quella dei piselli che sarà destinata a diventare la più diffusa nel territorio di Amendolara Monumenti
Feste Le feste ad Amendolara iniziano sin dalla terza settimana dell'anno, quando proprio la terza domenica si tengono i festeggiamenti di Sant'Antonio Abate: in mattinata davanti la ,cappella edificata in onore del santo, si organizza l' "incanto",è un'asta i cui prodotti sono votivi per il santo, e il ricavato rimane in parrocchia. Particolare è l'incanto delle corone di arance, che vengono pagate molti soldi dai fedeli al santo. Nel pomeriggio vi è la processione del santo e a seguire la corsa dei cavalli e il PALIO degli Asinelli. Il 19 marzo si festeggia il padre putativo del Signore, San Giuseppe. I festeggiamenti vengono fatti adiacenti alla cappella; le comitive dei giovani amendolaresi si riuniscono nello spazio circostante, e dopo aver fatto il visita al santo, assistono alla messa e ricevono la panettella (piccolo panino benedetto) da consumare insieme ad altri prodotti tipici, che le mamme e nonne amendolaresi sono pronte a tirar fuori per i loro figli. Il 24 marzo si festeggia la Madonna dell'Annunziata, sita nell'omonima cappella. I festeggiamenti avvengono di sera, quando un gruppo di fedeli parte, con una fiaccolata, dallo Scalo di Amendolara, e in concomitanza una lunga linea di candele parte dal Centro del paese. Il punto d'incontro, è indubbiamente la cappella dell'Annunziata.
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Il nome Amendolara deriva probabilmente dal latino amygdalaria (mandorlai), a causa dell'elevata produzione di mandorle.
Castrocucco, dei Loffredo, dei De Nobili, dei Pignatelli di Bello sguardo ed infine dei Gallerano. Nel XV sec., sotto la signoria dei Sanseverino, nacquero due illustri scrittori e letterati, Pomponio Leto, fondatore dell'Accademia romana ad indirizzo archeologico, e Facio Patarino.


