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Amendolara PDF Stampa E-mail

 Il nome Amendolara deriva probabilmente dal latino amygdalaria (mandorlai), a causa dell'elevata produzione di mandorle.

In base ai numerosi reperti archeologici ritrovati nella zona, si pensa che il territorio fosse abitato già nel periodo neolitico (6000-4000 a.C.) e che la presenza umana sia divenuta stabile nell'Età Protostorica (3500-8000 a.C.), quando una comunità enotria si insediò nella zona dell'odierno "Rione Vecchio".

Dopo avere subìto la dominazione romana il paese ebbe una fiorente vita religiosa prima con l'attività bizantina, poi con quella circestense, come testimoniano le numerose Chiese e le grotte eremitiche collocate su gran parte del territorio.

Con la costruzione del Castello, verso l'anno mille, cominciarono a comparire le Dinastie degli Svevi, degli Angioini, le Signorie dei Della Marra, dei Montalto, dei Cognetta, dei Gambacorta, dei S.Felice, dei S. Severino, dei Caraffa, dei Pignatelli di Cerchiara, dei Pignone, dei Castrocucco, dei Loffredo, dei De Nobili, dei Pignatelli di Bello sguardo ed infine dei Gallerano. Nel XV sec., sotto la signoria dei Sanseverino, nacquero due illustri scrittori e letterati, Pomponio Leto, fondatore dell'Accademia romana ad indirizzo archeologico, e Facio Patarino.


Nel corso del XIX secolo Amendolara fu centro di diffusione delle idee liberali, ma subì anche il saccheggio delle più importanti opere d'arte contenute nelle chiese.

Nel 1848 la popolazione, ormai ridotta alla povertà, si ribellò contro i proprietari terrieri occupando le terre comunali di Straface.

Miseria e disoccupazione portarono a un consistente flusso migratorio verso l'Argentina e il nord Italia che durò per circa un secolo.

Gli amendolaresi rimasti, però, non si arresero e spinsero verso una ripresa economica, politica e culturale.

Con la fine della Prima Guerra Mondiale, si assisteva alla ripresa dell'economia agricola e alle colture tradizionali, quali i cereali e le olive, si aggiungeva quella dei piselli che sarà destinata a diventare la più diffusa nel territorio di Amendolara

Monumenti

  • Chiesa madre di Santa Margherita Vergine e Martire: in stile romanico con rifacimenti settecenteschi, conserva il portale degli inizi del Trecento.
  • Chiesa di Santa Maria: forse eretta sui resti di un tempio, presenta abside e cupola di tipo bizantino, con trasformazioni in epoca rinascimentale e barocca.
  • Cappella di Sant'Antonio Abate: ricostruita negli anni 1930 dopo il crollo, agli inizi del XX secolo dell'originaria chiesa bizantina.
  • Cappella di Santa Lucia: costruita nel 1960 dall'artista A.Sassone, al posto di una chiesa bizantina di cui restano i ruderi nelle vicinanze.
  • Cappelle gentilizie di Sant'Anna (famiglia Lamanna) e di San Rocco (famiglia Andreassi).
    Castello, di origine più antica, restaurato nel 1239 da Federico II di Svevia e con rimaneggiamenti successivi. Conserva un affresco della fine del Duecento con una Crocifissione.
  • Palazzo Andreassi: originario palazzo nobiliare, frutto di numerose trasformazioni, fu per un certo periodo municipio cittadino.
  • Palazzo Blefari: in stile barocco e con numerosi rifacimenti, presenta al piano terra gli ambienti di servizio, tra cui un frantoio e una cisterna.
  • Palazziata: palazzo nobiliare in stile barocco della famiglia Gallerano, fu in seguito caserma dei carabinieri e scuola elementare
  • Palazzo Pucci, costruito nel 1736 da una famiglia di architetti napoletani che aveva ottenuto il titolo baronale per i servizi resi alla corona. Articolato in un cortile circondato da magazzini al piano terra e in un piano nobile superiore, sormontato più tardi da una loggia.
  • Palazzo Grisolia, costruito sul sito dell'antico convento dei Domenicani, del 1521, di cui si conservano il chiostro e la chiesa di San Domenico, ad unica navata, ristrutturata intorno al 1660.
  • Museo archeologico statatale Vincenzo Laviola: inaugurato nel 1996 conserva i resti rinvenuti negli scavi nel Rione Vecchio (centri abitati dell'età del bronzo e dell'età del ferro), nel pianoro di San Nicola (area archeologica della città greco-arcaica di Lagaria) e nelle necropoli.

Feste

Le feste ad Amendolara iniziano sin dalla terza settimana dell'anno, quando proprio la terza domenica si tengono i festeggiamenti di Sant'Antonio Abate: in mattinata davanti la ,cappella edificata in onore del santo, si organizza l' "incanto",è un'asta i cui prodotti sono votivi per il santo, e il ricavato rimane in parrocchia.

Particolare è l'incanto delle corone di arance, che vengono pagate molti soldi dai fedeli al santo. Nel pomeriggio vi è la processione del santo e a seguire la corsa dei cavalli e il PALIO degli Asinelli. Il 19 marzo si festeggia il padre putativo del Signore, San Giuseppe.

I festeggiamenti vengono fatti adiacenti alla cappella; le comitive dei giovani amendolaresi si riuniscono nello spazio circostante, e dopo aver fatto il visita al santo, assistono alla messa e ricevono la panettella (piccolo panino benedetto) da consumare insieme ad altri prodotti tipici, che le mamme e nonne amendolaresi sono pronte a tirar fuori per i loro figli.

Il 24 marzo si festeggia la Madonna dell'Annunziata, sita nell'omonima cappella.

I festeggiamenti avvengono di sera, quando un gruppo di fedeli parte, con una fiaccolata, dallo Scalo di Amendolara, e in concomitanza una lunga linea di candele parte dal Centro del paese. Il punto d'incontro, è indubbiamente la cappella dell'Annunziata.


 

 
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