Il territorio
Catanzaro
Borgia
| Borgia |
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Borgia è una bella cittadina della provincia di Catanzaro il cui nucleo abitativo conta 7300 abitanti, sorge su un altopiano collinare a 341 m. sul livello del mare e si estende nella zona precollinare e sul mare Ionio. La cittadina fu fondata nel 1547 dal principe di Squillace G. B. Borgia e ricostruita interamente dopo il terremoto del 1783. Il paese si presenta omogeneo nella sua struttura: case ad un piano o al massimo tre, attraversate da strade larghe, regolari e parallele, che permettono una viabilità ordinata. Sulla costa ionica ad un passo dalla Sila piccola, facilmente raggiungibile, si trova la sede del più noto Parco Archeologico di Scolacium-Skylletion. La fascia ionica del Golfo di Squillace accoglie nella sue insenature l’incontaminato tratto di spiaggia, il quale caratterizza il territorio ricco di risorse paesaggistico-ambientali. Il lungo arenile, incorniciato da una splendida pineta di notevole interesse ambientale. I luoghi presentano punti di assoluto e straordinario fascino, evocando nell’immaginario del viaggiatore i fasti di antiche civiltà. Il mare e la spiaggia, tra i più puliti d’Italia, meta di un forte turismo non solo balneare, conservano i loro colori naturali, offrendo spettacolari paesaggi di suggestiva e romantica bellezza. La pineta di Borgia alle spalle della vasta estensione di spiaggia ai piedi della rupe, rappresenta un interessante esempio di macchia mediterranea. Dal punto di vista naturalistico e in particolare per ciò che riguarda la vegetazione, la zona offre diversi spunti per il visitatore che può cogliere la bellezza del variegato ambiente naturale. Un significativo connubio quello che si coniuga tra questa oasi verde incontaminata e il suggestivo ambiente marino, rendendo unico questo tratto di litorale situato sul versante ionico. La fontana della Brisella ancora per tutta la popolazione di Borgia è il simbolo di una società agraria che oggi non esiste più. I più anziani raccontano ancora di quando recandosi nelle campagne si approvvigionavano d’acqua per la faticosa giornata nei campi, mentre le donne descrivono di quando partendo alle prime luci dell’alba, vi si recavano per lavare i panni, o come si diceva nel dialetto borgese “a fare a vucata”. |
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