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Spilinga PDF Stampa E-mail

 In pieno centro geografico di Capo Vaticano sorge Spilinga.

La denominazione della cittadina dovrebbe derivare dalle spelonche nelle quali si sarebbe insediata la gente del paese di Condrochillone (alcuni testi riportano anche Cornachidoni), centro distrutto da una imponete frana.
Numerose sono le attività artigianali a Spilinga, si evidenziano tra tutte quelle inerenti la tessitura di stoffe, realizzate a mano con antichi telai di legno.

 

La maggiore notorietà comunque proviene dalla 'nduja, un particolare insaccato etimologicamente legato ad una specialità francese similare, (“andouille”), probabilmente importata nella zona del Poro dagli spagnoli agli inizi del sec. XVII (viene infatti confezionato anche a Brattirò, Zungri e S. Gregorio).

Si tratta d’una pasta composta di grasso di scarto di maiale, macinato con crivelli a buchi stretti girati a mano, alla quale viene aggiunta polvere di peperoncino piccante.

Insaccata la pasta nel budello cieco, dopo esser stata tenuta due o tre giorni nella “madia”, viene affumicata con legni aromatici, quindi viene stagionata e consumata un anno dopo. Servita in diverse maniere, la ‘nduja viene venduta in Italia ed esportata all’estero.
Tra le cose buone, anche l'acqua oligominerale, in particolare quella della località Madonna.


Da vedere

 -la grotta della Madonna delle Fonti, originariamente forse una Laura Eremitica basiliana.

Sono presenti in tutto il circondario altre grotte, quasi tutte naturali, alcune portano ancora i segni degli eremiti, mentre in altre sono stati ritrovati reperti dell'età neolitica.
Altre grotte, quasi tutte naturali, portano ancora oggi i segni degli eremiti che le scelsero come luogo di rifugio e di preghiere. Una testimonianza è rappresentata dalla grotta di "Santu Liu" nella valle tra Spilinga e Caria.
Nel versante sud vi sono le grotte del "Favo" e delle "Fate" nelle quali sono state rinvenuti reperti dell'eta Neolitica.
A Spilinga di notevole interesse storico, oltre alle grotte, è la chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista che è stata restaurata sui resti di quella che fu rovinata dal terremoto del 1783. La struttura risale all'anno 1645.

L'altra chiesa , quella di Carciadi, affidata alla protezione della Madonna della Misericordia, è stata consacrata il 4 settembre 1932.
A circa due chilometri da Spilinga, sulla strada che porta a Vibo Valentia nei pressi del santuario della Madonna delle Grazie, vi è un vecchio acquedotto ad archi in pietra da taglio che sembra rievocare gli antichi acquedotti romani. Lungo il torrente "Vattinderi", nei pressi dello stesso acquedotto, sono state ritrovate tombe di epoca romana, mentre nelle località denominate "Aramoni", "Torre Gallo" e "Galluppi" vi sono delle Necropoli.
Nel suo territorio sono state rinvenute mura perimetrali di fabbricati di età romana, ed insediamenti anacoretici medioevali (grotta di S. Leo) con affreschi bizantini
Al culmine di Monte Poro vi è una chiesetta dove si venera la Madonna del Carmelo, festeggiata solennemente il 16 luglio e meta di pellegrinaggi.

Sagre
- l'8 Agosto si celebra la Sagra  della N'duja                    
  

 

 
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