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Isola Capo Rizzuto PDF Stampa E-mail

 Isola Capo Rizzuto ha un territorio costituito da una vasta pianura e da alcuni altopiani degradanti verso il mare.
A sud - est della provincia, sull’antico mare jonico da cui è partita verso le nostre contrade la civiltà ellenica, tra i promontori di Capo Lacinio e Punta Le Castella, troviamo Capo Rizzuto, uno dei tre antichissimi promontori japigi.
E su questo luogo arroccato che dal mare è pervenuta, secondo la tradizione, in seguito alla lotta iconoclasta, la sacra immagine della Madonna detta "Greca".
Si tratta di una tela bizantina di grande interesse raffigurante la Madonna col Bambino che ricorda la "Salus Populi Romani" di Santa Maria Maggiore di Roma, la tela di Capocolonna, la Madonna di Romania di Tropea, la Madonna Bruna di Matera, la Madonna Nera di Tindari, la Madonna Achiropita di Rossano e tante altre e tutte bizantine.

La tela isolana è una bella opera d’arte ed elaborata dall’arte siriaca richiamandosi agli schemi tardo ellenistici e presenti in Italia in altre pitture del VIII secolo.

La sacra tela fu subito oggetto di venerazione e da allora ogni lunedì successivo alla prima domenica di maggio viene portata in processione dal Duomo del capoluogo al promontorio e viceversa: tale pellegrinaggio vuole ricordare quello guidato da San Luca di Melicuccà (primo vescovo di Isola nato nel 1092 e morto nel 1114) allorchè tutta la popolazione si mosse per invocare la fine di una lunga siccità).

Oggi la sacra icona è custodita all’interno di una splendida cappella del Duomo che fu sede vescovile di iniziale rito greco fino al 1818, anno in cui fu soppressa e accorpata all’allora Diocesi di Crotone. La Diocesi isolana ebbe ben cinquanta vescovi e l’ultimo fu Michelangelo Monticelli calabrese. Oltre alla festa annuale, alla Madonna Greca vengono tributati solenni festeggiamenti ogni sette anni, anno sabbatico o giubilare, come accade anche per il Crocifisso di Cutro, per l’Ecce Homo di Mesoraca e la Madonna di Capocolonna.

Altri festeggiamenti vengono celebrati nei primi giorni del mese di agosto, allorquando la sacra effigie viene portata via mare nelle varie frazioni del territorio isolano.
Oggi nella frazione marinara possiamo vedere e ammirare un nuovo santuario dedicato alla Madonna Greca.

Si tratta di un imponente edificio polivalente, la cui prima pietra fu posta nel 1990 e definitivamente consacrato nella primavera del 1997.

E’ un tempio bello e maestoso, voluto dal parroco Don Eduardo Scordio e progettato dall’architetto G. Asteriti e dagli ingg. F. Nicotera e A. Cavarretta.

Il santuario è nato, come è stato scritto sul periodico L’Isula, "dall’idea di realizzare un centro sociale polivalente...".

 Inoltre nel centro capoluogo si possono visitare:
- la chiesa di San Marco che custodisce, oltre la facciata tufacea, la tomba-sarcofago dei feudatari Ricca;
- i ruderi del castello che fu dei Ricca
- la Porta di Terra con l’antico orologio
- la Porta della Marina.
 Il paesaggio costiero del territorio di Capo Rizzuto è stato notevolmente modificato, soprattutto nel corso degli ultimi decenni, principalmente per i disboscamenti effettuati in attuazione della riforma agraria degli anni cinquanta.

In pratica il bosco del Soverito, che si trova tra Le Castella e Capo Piccolo ed è costituito prevalentemente da pino d'Aleppo, è quanto rimane delle originarie estese foreste che caratterizzavano la zona. Le coltivazioni sono quelle tipiche delle aree a scarse precipitazioni come gli agrumeti e i vigneti, mentre parte del territorio è stata rimboschita con l'eucalipto, pianta non appartenente alla vegetazione originaria europea.


La fauna terrestre della zona ha subito profonde modifiche, ma si può comunque segnalare la presenza di animali quali la volpe, la donnola il ramarro verde e le tartarughe d'acqua.
Gli uccelli sono numerosissimi, alcuni stanziali e molti di passo, che scelgono queste zone per riposare e rifocillarsi durante i lunghi viaggi migratori: il colorato martin pescatore, l'allodola, l'upupa, la civetta e molti altri rapaci, il gabbiano comune, il fenicottero rosa, la cicogna e la gru.
I fondali di Capo Rizzuto si differenziano da quelli della restante parte della Calabria centro-orientale in quanto caratterizzati da profondità modeste quasi ovunque, tranne che in prossimità dei capi rocciosi. Basti pensare che l'isobata dei 10 m si raggiunge generalmente a oltre 1 km di distanza dalla costa.
L'ambiente marino possiede un'elevata ricchezza di popolamenti algali oltre ad ospitare una vasta prateria di posidonia. Nell'area si possono incontrare vari tipi di fondale, sia di substrato sabbioso, sia roccioso, ciascuno con popolamenti e specie diversi. Tra le specie della ricca fauna spiccano poriferi, cnidari, molluschi, anellidi, crostacei ed echinodermi. Tra le specie ittiche si segnala la presenza di saraghi, cernie, triglie, donzelle, scorfani, barracuda, murene, gronghi, tonnetti e il raro e coloratissimo pesce pappagallo di origine tropicale.


- Le Castella è una frazione di Isola Capo Rizzuto, sulla punta di una penisoletta che "chiude" a nord il Golfo di Squillace, è considerata una tra le più suggestive località turistiche calabresi. Il nome al plurale “Le Castella” è dovuto all’esistenza di alcuni castelli che misteriosamente sono stati risucchiati dal mare. Questa tesi è convalidata dalla presenza di resti di antiche mura rinvenute nei dintorni del castello Aragonese. Questo maestoso castello situato su un isolotto e collegato alla spiaggia da un lembo di terra è a dir poco stravolgente poiché guardandolo ricorda la storia e le varie vicende di conquista e di guerre avvenute nel castello stesso e per lo stesso Castello.
Questo Castello ha una pianta irregolare in quanto si presuppone che sia stato costruito ad una fortificazione già esistente e fatto dagli Angioini. Altri storici confermano che fino al ‘500 vi erano due isolati non lontano dalla terra ferma, in una delle quali, chiamata Ogigia, la ninfa Calypso cantata da Omero nell'Odissea avrebbe trattenuto per lungo tempo l’eroe del mare Ulisse. La costa meravigliose di Isola di Capo Rizzuto ha visto avvicendarsi le più importanti civiltà del passato.
A pochi chilometri, più a nord, lungo la statale 106 che porta a Crotone, si trova Capo Colonna, una località così chiamata per la splendida colonna dorica del tempio di Hera Lacinia, tra i più celebrati dell’antichità, ed unica testimonianza superstite del glorioso passato della magnogreca Kroton.


Cenni storici
La denominazione Isola non è da confondere col sito naturale isola, piuttosto si tratta della volgarizzazione del temine Asylos (protezione, riparo) come era chiamato questo sito. Dunque la prima citazione della città di Isola la troviamo al secolo nono nell’elenco delle sedi vescovili di rito greco e subalterni a Costantinopoli. Già sotto il papato di Leone VI (886- 912) la troviamo detta Aisylorum come una della quattro sedi vescovili (soppresse poi nel 1818) suffraganee della Metropolitana Siberene (Santa Severina).
Nel 1172 si chiamò Asila e successivamente, durante il passaggio dalla lingua greca a quella latina, si passò a Isula. Più tardi i Normanni l’assegnarono a Crotone e così si chiamò Insula Cutroni. Soltanto nel 1863 prenderà l’attuale denominazione. La storia di questa terra è abbastanza complessa ed anche impressionante se si pensa alla sua soggezione ai turchi, alla malaria e alla miseria. E’ stata terra di tutti e di nessuno, passata da un feudatario all’altro, da una famiglia all’altra.
Fu feudo e come tale oggetto di scambio: nel 1264 passò ai Ruffo per i servizi resi contro gli Svevi. Poi fu ereditato da Enrichetta Ruffo che lo portò in dote nel matrimonio con Centelles ma questi fu sconfitto da Alfonso d’Aragona che poi destinò al Regio Demanio. Quindi nel 1483 il re Ferdinando I d’Aragona concesse il feudo di Isola a Giovanni de Pou e dal 1495 passò ai Ricca fino ai Caracciolo. Dal 1806 divenne possedimento di Alfonso Barracco, ultimo feudatario. E poi è storia dei nostri giorni: tanti anni di angheria e miseria, la Riforma Agraria, l’assegnazione delle terre, la ripresa dell’agricoltura, l’abbandono verso l’industria del nord ed oggi lo sviluppo turistico con la preziosità del suo mare, delle sue coste, della Riserva Marina e quindi tanti complessi turistici anche di livello internazionale.
L'area marina di Capo Rizzuto è una delle aree protette più affascinanti di tutto il mediterraneo, la cui bellezza è di rivelazione immediata: l'occhio distingue dapprima i toni autentici e cangianti del cielo e del mare, quindi gli scogli, l'argilla, la sabbia da cui sembrano esalare i profumi di un tempo e i significati del passato. Il breve tratto di costa, splendido e fragile, offre innumerevoli percorsi sopra e sotto il mare ed è affidato alla nostra volontà di salvaguardia, per evitare che la negligenza del presente possa arrecare danni irreparabili al futuro.

L'attuale centro abitato di Isola di Capo Rizzuto risale al IX - X secolo.
Nel 1500 furono costruite nuove mura, il bastione dell'attuale castello e le due porte: la "Porta di Terra", a nord, sormontata dalla notissima torretta con l'orologio e lo stemma dei Ricca, considerati l'emblema della città, e la "Porta di Mare", a sud a fianco del castello, dalla quale s'ammira tutto il promontorio di Capo Rizzuto.
Passata poi nella mani degli Angioini e di diversi feudatari, il paese venne semidistrutto dai Turchi nel 1517.
Santo Patrono: Madonna Greca - prima domenica di maggio

 
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