Il territorio
Cosenza
Belvedere Marittimo
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Le origini si possono, tuttavia, datare intorno al VII secolo. Il primo documento scritto in cui compare il nome di Belvedere è del XI secolo la cui denominazione esatta era "Bellumvidere" latinizzata in "Belvederium", e da alcuni scritti risulta fondata già da alcuni secoli. Secondo la tradizione e la ricostruzione storica, gli abitanti di Blanda, per sfuggire alle continue incursioni dei pirati salirono sulla collina superiore dove ora sorge il centro storico di Belvedere intorno all’anno 1100, fondandone l’antico borgo, sfruttando così anche la lontananza dal lido, il vasto orizzonte, il clima più salubre e soprattutto la vicinanza al fiume Soleo. Da un’iscrizione in pietra sul portale della chiesa del Santissimo Rosario, situata nel centro storico di Belvedere, si legge la data 1091: non è precisabile però se la data indica l’anno della fondazione o di un successivo restauro. In ogni caso, nel 1091 esisteva già l’antichissima chiesetta, segno dell’esistenza di un abitazioni intorno alla costruzione. Uno dei documenti storici che più ci aiutano alla ricostruzione delle cronache e degli avvenimenti del passato è la Tassatio Angioina, importante documento storico redatto nel 1276: da questa si apprende che in Belvedere nacque Daniele Fasanella, santo protettore e patrono di Belvedere morto a Ceuta nel 1227. Considerato, quindi, che nell’anno 1091 esisteva già un piccolo borgo nel centro storico e che Belvedere diede i natali a San Daniele prima del 1200, si può senza dubbio affermare che gli abitanti di Blanda abitarono la collina superiore a partire dall’anno 1000, infatti, considerando anche che nel 1289, anno in cui Giacomo d’Aragona provò ad espugnare senza successo Belvedere, esisteva già il castello e una efficace cinta muraria intorno al borgo medievale, non si può datare la salita alla collina dei blandesi al 1200 perché non sarebbe stato possibile costruire così tanti edifici pubblici, religiosi e militari. Ma le origini storiche di Belvedere si perdono nella notte dei tempi. La collina superiore nel 216 a.C. (ovvero nel 537 anno dalla fondazione di Roma, come appare dagli scritti in latino di quel tempo) era sede di un accampamento romano, che serviva al controllo e la salvaguardia del territorio romano temendo sbarchi improvvisi dei cartaginesi, eterni nemici dei romani. Le cronache del 216 a.C. raccontano che Fabio Massimo espugnò l’antica Blanda e molte altre città della Lucania e del Bruzio poiché erano venute meno ai patti stabiliti con i romani avendo concesso aiuto al ritorno in patria di Annibale. Un altro celebre personaggio storico romano è il console Paolo Emilio: secondo sempre la tradizione storica, a lui si deve la costruzione della torre detta di Paolo Emilio, torre che serviva probabilmente come punto di osservazione e controllo territoriale. Se il console romano Paolo Emilio diede ordine di costruire la torre omonima, l’analisi storica dimostra che al tempo dell’espugnazione di Blanda ad opera di Fabio Massimo avvenuta nel 216 a.C., la torre doveva già esistere e la sua costruzione è da datarsi anteriormente alla battaglia di Canne avvenuta nel 219 a.C. e in cui perse la vita Paolo Emilio. Altre torri dello stesso periodo, di cui si sono perse sia le tracce storiche che i resti delle costruzioni, si trovano lungo la costa di Belvedere: in località Santa Litterata e in località Campo Minore. Nel corso dei secoli si è poi tornati ad abitare lungo il lido e si è così formata la marina, un tempo semplice borgata ma che negli anni è divenuta a tutti gli effetti una vera e propria cittadina. La marina ha visto il suo massimo sviluppo negli anni dopo la seconda guerra mondiale anche se un primo timido sviluppo si è avuto nel 1895, anno dell’apertura del tronco ferroviario Sapri-Reggio Calabria, quando in marina esisteva solo un paio di costruzioni. Lo sviluppo edilizio degli scorsi decenni ha determinato la scomparsa dei numerosi e bellissimi calanchi, vere e proprie sculture naturali di cui ne è rimasto un solo esemplare, quasi a testimonianza dello scempio edilizio compiuto.
Il Convento dei Frati Cappuccini
Convento di Sant’Agostino e Santuario di Maria SS. Delle Grazie e Consolazione
Casa Natale di San Daniele Già nel periodo Normanno e sicuramente poi all'epoca della contesa di Belvedere tra angioini e Aragonesi, la collina sulla quale oggi si vede arroccato il centro storico era proteto da mura difensive, probabilmente in parte già esistenti al temopo dei Normanni; il perimetro descritto dalle mura è segnato da quattro punti princiapli ovvero le quattro Porte. La Porta della piazza o Porta Medioevale era l'ingresso al borgo e quindi alla piazza del mercato medioevale e alle antiche botteghe artigiane.Fuori la porta è la frase che ancora oggi si sente dire per indicare il luogo dove si è solito ritrovarsi. Il portone di legno ancora esisteva nel 1830, ma in seguito fu tolto per allargare l'ingresso alla zona medioevale. Entrando dalla porta della piazza, nella zona medioevale, è ancora visibile uno dei sedili in pietra, sede dell'antico parlamento belvederese La Porta del Fosso Rappresentava la via di accesso alla casa del Principe. Tra questa porta e il castello c’era un fossato e un ponte levatoio con un muro di cinta ancora visibili. La Porta di Mare Era il punto in cui si avvistava il pericolo che sopraggiungeva dal mare e permetteva l’uscita per accedere in località marina. Nella contrada Porta di mare esistono ancora resti di mura che cingevano la cità, furono trovati anche resti di colonne che sostenevano i locali del corpo di guardia, nonché la buca scavata nela roccia che serviva per la bollitura dell’olio in caso di difesa La Porta degli Orti Era l’ingresso più trafficato e dava accesso alle campagne, per cui costituiva l’ingresso principale per chi era dedito alle attività rurali. Nei pressi di questa porta si notano ancora oggi delle torrette con piccole finestre tipiche delle attività militari di un tempo IL CASTELLO Costruito dai Normanni probabilmente sulle rovine di un precedente fortilizio, il castello era in origine di proporzioni assai modeste; nell’alto medioevo ebbe poi varie modificazioni ed aggiunte fino a diventare, nel XII sec., un’agguerrita fortezza a cinte multiple, la più esterna delle quali abbracciava l’intero abitato. A Giacomo d’Aragona, in lotta contro gli Angioini, non riuscì, infatti di espugnarla, nonostante un assedio duro e massiccio, che è rimasto memorabile.
La Torre di Paolo Emilio, ritenuta erroneamente di origine romana, si tratta in effetti - e le sue strutture lo confermano – di una torre collegata al sistema difensivo messo in atto contro le incursioni barbaresche dai vicere spagnoli nei secc. XVI e XVII. ZONE DI INTERESSE ARCHEOLOGICO
Vestigia di stanziamento etnico di età preistorica (età del ferro) Reliquie archeologiche di età classica pertinenti alla presunta Blanda o a Skydrios. Ritrovamenti vari di età classica, greca e romana (in località Torre dei Greci, fondo Scaliso). I CALANCHI
In letteratura tecnica con il termine calanchi si indicano i profondi solchi che vengono a formarsi, sotto la lunga azione delle acque meteoriche e delle acque superficiali, sui versanti costituiti prevalentemente da argille impermeabili. |
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Antichi scritti del 1631 attribuiscono a 

