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Corigliano, situata alla destra dello sbocco della valle del Torrente Coriglianeto nella Piana di Sibari, sorge su un colle con un fitto accumulo di case a gradinata che culmina alla sommità con l'imponente castello ducale (sec. XII).
Il visitatore potrà osservare, salendo per i vicoli acciottolati, tanti angoli di semplici ma significative architetture.
Il nome Corigliano deriva da un privilegio papale del gennaio 1113, concesso alla chiesa di S. Maria di Valle Giosafat, si legge per la prima volta la denominazione Coriliani; identica citazione si ritrova in documenti federiciani del 1239-1240.
Le varianti rimandano ad una forma latina originaria Corellianum/a (cioè, praedium Corellianum, villa Corelliana: podere di Corellio, villa di Corellio), che è uno dei tanti nomi prediali di cui è così ricca la nostra toponomastica di origine latina.
Corigliano, dunque, quale podere di Corellio. Ed ancora il Padula sentenzia: Curgliano: tolse il nome dal suo fiume, Churlahhan, che in ebreo significa vallone avido e libidinoso.
E' da ricordare che con decreto n. 1140 del 22/01/1863 Corigliano prese la denominazione di Calabro per non essere confusa con Corigliano d'Otranto.
Qui inizia la storia, se c'è qualcosa che non è stata scritta, ognuno provi a scrutare nella propria memoria.
Se le tessere di un mosaico sono piccoline e sparse qua e là, non è semplice scovarle e metterle insieme, così come non è semplice ricomporre un ciclo storico, perché la storia non parla la nostra lingua, non la parla oggi rispetto ad ieri, non la parlerà domani rispetto ad oggi. Corigliano, seppur con un aspetto notevolmente differente, esisteva già intorno al 500 d. C.
Luoghi da visitare:
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Castello: Il castello di Corigliano Calabro, fra i più belli e meglio conservati di tutto il Meridione, dovette certamente far parte della linea difensiva - cioè di una serie di fortilizi e avamposti - che il condottiero normanno Roberto il Guiscardo realizzò fra il 1064 e il 1080 nella Valle del Crati, per controllare e assediare le città e i territori insofferenti al suo giogo: tra questi, la vicinissima Rossano bizantina. Il Castello, costruito originariamente a mò di fortezza, utile solo per il ricovero delle sentinelle e dei corpi di guardia, subì una serie di trasformazioni e rimaneggiamenti, che ne mutarono e ampliarono la struttura originaria, in modo particolare nel periodo angioino e aragonese. Il primo castellano fu un vassallo del Guiscardo, un certo Framundo, proveniente da Losdum in Francia.
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Torre del cupo: edificata nel 1601, fa parte di quelle torri di guardia fatte costruire lungo le coste nel periodo della dominazione spagnola per difendersi dalle possibili incursioni turche.
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Chiesa di Sant'Anna: Posta nella parte alta del paese, la chiesa, nota anche come chiesa "dei Cappuccini", venne edificata nel 1582, insieme al conventto vicino per volere del padre Matteo Persiani. A navata unica con tre cappelle sulla sinistra, notevole l'altare maggiore e quelli delle cappelle in legno intagliato.
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Chiesa di S. Maria di Costantinopoli: la chiesa, detta anche dei Riformati, fu costruita nel 1613. Ha una struttura ad unica navata con quattro cappelle sulla sinistra. Interessanti sono le varie sculture in legno che risalgono al '600, tra cui il grande Crocifisso attribuito a frate Umile Pintorno da Pietralia. Sul soffitto ligneo della sagrestia è dipinta la Madonna di Costantinopoli del coriglianese Luigi Medollo.
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Chiesa di S. Maria Maggiore: La chiesa di Santa Maria della Platea, oggi S. Maria Maggiore fu costruita nella seconda metà del X sec. dai mauresi che la dedicarono alla Madonna Assunta. L'impianto è ad una sola navata con tre cappelle laterali. Di notevole interesse l'organo a canne del 1757, la fonte battesimale del 1782 ed il pulpito inlegno intarsiato della fine del '700. Di notevole interesse i dipinti posti all'interno.
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Chiesa di S. Antonio: a croce latina a navata unica, sormontata da una cupola a sesto leggermente acuto rivestita da maioliche. Fondata nel 1450. All'interno da ammirare la cantoria, sostenuta da due colonne e l'organo settecentesco di Filippo Basile.
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Chiesa di S. Pietro: a pianta basilicale a tre navate con abside poligonale. Oggi la chiesa nella sua forma barocca è molto simile a quella del Carmine. Nella cappella si trova la tavola dell'Odigitria (Madonna della Guida) con sul verso il Cristo in Croce.
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Chiesa del Carmine: XV sec. Facciata con tre portali e torre campanaria ad archetti e guglia.
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Chiesa delle Clarisse: barocca, fondata nel 1630. E' composta da una navata unica con abside rettangolare, sormontata da una volta a botte decorata con maioliche.
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Chiesa di S. Francesco da Paola: a navata unica con specchiature laterali e soffitto a cassettoni. Fondata nel 1458, direttamente dal Santo paolano. Recentemente sotto il pulpito è stato scoperto un'affresco del secolo XVI: la "Madonna della Melagrana" probabilmente opera dello stesso autore di quelli ritrovati all'esterno della chiesa, sulle due arcate. Sulla destra si trova il monastero dei minimi, coevo alla chiesa.
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Santuario di Schiavonea o di S. Maria ad Nives: edificato nel 1649, su una preesistente chiesetta dedicata a S. Leonardo. A forma ottagonale, simile alla cappella di S. Agostino del castello di Corigliano. Accanto all'altre maggiore fu ricavata una cappella sorvegliata dallo stupendo Angelo in marmo bianco dell' scultore Francesco Ierace.
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Palazzo fortificato S. Mauro: costruito sui ruderi di un preesistente monastero dai principi Sanseverino di Bisignano, venne abbellito notevolmente da P. A. Sanseverino, in occasione della sosta che Carlo V fece a S. Mauro nel 1535.
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Quadrato Compagna: edificato nel 1850 su progetto dell'ingegnere Bartoletti per volere dei Compagna, di forma rettangolare veniva utilizzato come centro fieristico, di proprietà privata viene utilizzato ad uso residenziale e depositi.
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Porta dei Brandi: è l'unica porta ancora visibile che faceva parte della cinta medioevale di Corigliano. Possiamo notare il massiccio arco a tutto sesto in mattoni rossi.
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Ponte Canale: L'acquedotto, o ponte canale, fu costruito nel 1480, secondo la tradizione, su idee di san Francesco da Paola. La struttura in mattoni rossi ad arcate sovrapposte (cinque più grandi e sette più piccole). Raggiunge i 20 metri di altezza.
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