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Savelli PDF Stampa E-mail

Il territorio in cui sorge Savelli è tra i più belli della Sila crotonese.

La vegetazione è costituita da splendidi pini larici dell'età media di sessant'anni.
Qui questa varietà di pino trova le condizioni ottimali per il suo sviluppo.

Tra i rami degli alberi è facile ascoltare il cinguettio degli uccelli e vedere saltellare gli scoiattoli. Nelle zone più aperte, dove i raggi del sole penetrano meglio, si incontrano invece diverse specie di fiori selvatici come la rosa canina e il biancospino.

 Immerso in questo angolo incontaminato si trova il villaggio turistico Pino Grande che ha deliziosi chalet e piccoli rifugi montani. Non bisogna dimenticare, infine, che nelle zone faunistiche protette è possibile incontrare daini, caprioli e cervi.
L’autunno savellese è scandito dalla raccolta di due prelibatezze che si trovano abbondantemente nei boschi ed in tutto il territorio di questo paese.

I funghi che si trovano nel sottobosco savellese sono di varie specie e non mancano gli intenditori di questo caratteristico prodotto. La ricerca dei funghi attira centinaia di visitatori che, muniti di attrezzi, tempo e tanta pazienza, si dilettano in “quest’arte”, che spesso da hobby diventa vero e proprio lavoro stagionale.

L’autunno è anche il periodo delle castagne, il loro profumo si spande per tutto il paese ed i viali si tingono di un manto brunastro. Ciò che rallegra di più l’atmosfera invernale, sono le gustose caldarroste presenti in ogni casa. I nostri nonni ricordano il tempo in cui, presso le botteghe artigiane, si consumavano copiosamente vino e castagne, fra risate e schiamazzi di amici e mastri bottegai.


Prodotti tipici alimentari: Salumi, Lavorazione dei funghi, Castagne
Prodotti tipici artigianali: Lavorazione del ferro, del legno e dell'alluminio, Uncinetto, Ferri

Da vedere

- Chiesa di San Pietro e San Paolo (Matrice)
La Matrice ha una facciata abbellita da un portale in pietra arenaria con arco a tutto sesto, sovrastato da una finestra lapidea rettangolare. In alto è stato sistemato un orologio. All'interno sono conservate le statue dei due patroni di Savelli e quella di San Francesco di Paola. L'aula dei fedeli è divisa dall'abside da tre gradini.

- Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Jiesulella)
L'edificio sacro, indicato comunemente come la "Jiesulella", si trova nella piazza principale. Edificato tra il XVII e il XVIII secolo, è stato restaurato di recente. La facciata a capanna presenta un portale in pietra di gusto semplice su sui campeggia una monofora. In alto una teca conserva la statua della Madonna delle Grazie. Affianca la chiesa un caratteristico campanile in pietra a pianta quadrata. All'interno il soffitto è a capriate ed è stato realizzato da artigiani del luogo. Vi sono conservate tre pregiate statue, a grandezza naturale, raffiguranti San Francesco di Paola, l'Immacolata Concezione e il Sacro Cuore di Gesù. Degne di nota anche una serie di opere databili tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo tra cui: la Via Crucis, una Crocifissione, un quadro con San Vito e Santa Lucia, una tela che riproduce la Madonna delle Grazie in trono raffigurata tra San Biagio e San Francesco di Paola.

- Chiesetta del Divino Amore
La piccola chiesa di montagna si trova nel villaggio turistico Pino Grande sull'Altopiano Silano. Formata da una piccola aula sacra, presenta un alto ed esile campanile.

- Palazzo Brisinda
L'edificio si eleva su tre livelli. In parte conserva la caratteristica pietra a vista. Ai piani supe¬riori si accede attraverso una piccola scalinata terminante su uno stretto ballatoio.

- Casa Mancuso
Quello che fu l'edificio baronale è oggi sede del Municipio. Conserva un'iscrizione riportante la data 1712.

- Monumento ai Caduti
Una colomba con le ali spiegate, simbolo della pace, poggia su una lunga stele in cemento; una lamina in bronzo ricorda il sacrificio dei soldati morti nelle due guerre mondiali.

- Museo del'arte contadina
Ospitato nella sede dell'ex Pretura, conserva gli attrezzi agricoli di un tempo e gli abiti tradizio¬nali dei contadini. Da segnalare alcuni antichi aratri costruiti a mano. Apertura su richiesta.

- Le fontane
Esistono a Savelli quattro fontane a cui gli abitanti del luogo sono legati da molti ricordi.
La più antica è la "fontana vecchia", intorno alla quale sorsero le prime case di Savelli. Questa presenta quattro canali che scorrono in un'unica grande vasca dove le donne venivano a lavare i panni.
Le altre fontane sono, invece, la Fonte Pedagese formata da tre bocche d'acqua, la fontana Pitinella che ha un solo canale di acqua a getto continuo e, infine, la "fontana nuova" che ha una grande vasca di scolo.


Cenni storici
La fondazione di Savelli, da quanto emerge dall' indagine dello storico P. Maone nel volume:Savelli nella storia e nella tradizione, vol. I. Laurenziana, Napoli, 1966, risale al 1638. In seguito ai disastrosi terremoti del 27 marzo e dell'8 giugno del 1638, numerose famiglie di Carpanzano e Scigliano, paesi della parte meridionale dell'attuale provincia di Cosenza, abbandonarono il luogo natio e, dopo avere vagato per la Sila,  si stanziarono nel feudo di Verzino in località Scalzaporri.
Al nuovo casale i terremotati diedero il nome di Savelli in onore della  loro benefattrice, Carlotta Savelli, moglie di Scipione Spinelli, principe di Cariati.  Per rendere meno dura e ingrata la sistemazione, i terremotati cominciarono subito un'intensa e tenace opera di consolidamento e dissodamento delle terre: furono eretti chilometri e chilometri di muri di pietre a secco; la  soleggiata falda montana, a sud del paese, fu trasformata in terrazze degradanti dove furono impiantati vigneti, oliveti,frutteti e, nei pressi delle numerose  sorgenti, furono coltivati piccoli orticelli.
Il 1668 il Principe di Cariati, Carlo Antonio Spinelli, figlio di Scipione, vendeva al romano Leonardo Cortese, il feudo di Verzino del quale Savelli faceva parte come casale, e la prerogativa del titolo di Duca connessa al feudo. Morto Leonardo Cortese, nel 1675, il ducato passò al figlio Nicola "senior", che lo tenne sino al 1731, alla sua morte gli successe il figlio Leonardo. Questi morì nel 1734, succedendogli il figlio Nicola "junior", al quale nel 1746 il ducato fu confiscato per fellonia dal re Carlo III di Borbone e divenne regio demanio; nel 1762  il feudo fu affidato in amministrazione al barone Nicola Barberio Toscano di San Giovanni in Fiore che gravò la popolazione di tasse e balzelli.
Il bisogno di terre e l'odio contro la tirannia del barone che aveva affamato la popolazione unite alle idee di libertà e uguaglianza diffuse dalla Rivoluzione Francese trasformò ben presto la lotta sociale in lotta politica: nel paese si formarono due fazioni e tra il 1796 e il 1812 vi furono 90 omicidi a fronte dei due che si erano verificati dal 1753  al 1796. Nel  1804 la famiglia Barberio Toscano, nella persona di don Andrea, avvalendosi delle prerogative dell'editto dell'8 marzo 1800 acquistò le terre che erano state confiscate al duca di Verzino nel 1746. Il Regno di Napoli nel 1806 fu conquistato dai Francesi e il 30 marzo Giuseppe Bonaparte fu nominato Re delle Due Sicilie.Nel 1813 il nuovo re, Gioacchino Murat, concesse a Savelli l'autonomia comunale staccandolo da Verzino.Dopo il Congresso di Vienna tornarono al potere i Borboni e in seguito alla riforma delle circoscrizioni amministrative del 1 maggio 1816,  voluta dal re Ferdinando I, il comune di Savelli fu tolto dalla provincia di Cosenza e  assegnato a quella di Catanzaro, alla cui giurisdizione fu sottratto con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo 245 del 27 marzo 1992 che istituì la nuova Provincia di Crotone.

Santo Patrono: Santi Pietro e Paolo

 
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