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Mesoraca è situato ai piedi della Sila Piccola, sulle falde orientali del Monte Femminamorta (1.723 m.). Attraversata dai fiumi Reazio e Vergari. L'abitato sorge a gradinate sul declivio roccioso che domina da sinistra il corso incassato della fiumara di Mesoraca, tributario di destra del Tacina. Sulla riva destra si trova il quartiere di Filippa.
L'economia del paese è basata prevalentemente sull'agricoltura. Particolarmente sviluppata è la produzione di olio di oliva e di castagne. Molto praticato è il commercio del legname, vantando Mesoraca ben 4.000 Ha di bosco. Mesoraca è molto ricca di arti e di mestieri e le attività più diffuse sono quelle artigianali.
Da vedere:
- Santuario dell'Ecce Homo:
Il convento e il santuario, dedicati a S. Maria delle Grazie furono portati a compimento nel 1429.
Nel 1580, il convento passò ai Minori Riformati e fu scelto quale sede del noviziato dell'ordine.
Il motivo principale per cui il turista vi si reca è costituito dal bellissimo crocifisso opera di Fra Umile da Pietralia (sec. XVI°). Si tratta di un'opera in legno dipinto di eccezionale perfezione ispirata al più immediato realismo. Fra Umile pare che scolpisse durante momenti di estasi in cui avrebbe avuto davanti a sè l'immagine del Cristo in croce.
- Chiesa dei Cappuccini
Fatta erigere da Isabella Caracciolo, una volta ripreso possesso dei suoi beni, nel posto dove si era nascosta, e quindi salvata, durante la rivolta contro la sua famiglia. Dedicata a Santa Maria degli Angeli, la chiesa fu decorata da un pittore del luogo, Giovanni De Simone, nel 1600. Alcune delle tele sono conservate ancora oggi nel convento del SS. Ecce Homo.
- Chiesa Santa Maria della Purificazione
Denominata anche della Candelora, è una chiesa parrocchiale. Nella facciata molto semplice, si aprono tre portali in pietra a tutto sesto di fine 600, con un cornicione che funge da davanzale alle altrettante finestre quadrate, in pietra anche queste.
- Chiesa del Ritiro
Dedicata alla Madonna Assunta in cielo, fu eretta dal 1761 al 1767 dalla popolazione locale, su iniziativa dell'allora parroco, Padre Matteo La Manna.
Cenni storici
Molti studiosi e storici ne fanno risalire la fondazione al 1832 AC, ad opera degli Enotri che le diedero il nome di Reazio in onore a Rea. Due sono le interpretazioni per il nome attuale: una dalla locuzione Messurga, da cui Messurgus, cantore, legata al cantare, vivere in letizia, per la fertilità del terreno; l’altra dall'espressione greca tra i ruscelli, giustificata dai fiumi Reazio e Vergari che attraversano il sito. Abitata da greci, latini ed ebrei, fu parte della Repubblica di Kroton e partecipò alla guerra contro Lokroi.
Nel Medio Evo fu possedimento di molti feudatari: feudo dei Pagliara già dal 1213, dal 1254 fu territorio dei Ruffo di Catanzaro, fedeli agli Angioini tanto che nel 1292 circa, fu elevata a contea, per concessione di Carlo I, re di Napoli. La vittoria degli Aragonesi, consegnò Mesoraca nelle mani di Antonio Centelles, luogotenente di Alfonso d'Aragona. Promotore di quella che passò alla storia come la rivolta dei Centelles, lo stesso re confiscò i beni ad Antonio per delitto di fellonia, incamerandoli nel Regio Dominio fino al 1523, esclusi due brevi periodi che videro signori della città Ferrante Centelles, figlio di Antonio, e tal Paolo Caivano di Milano.
Eletta marchesato appunto nel 1523, Mesoraca fu assegnata a Giovanni Andrea Caracciolo. Pochi anni dopo, nel 1527, la popolazione si ribellò al tentativo di ripristinare lo ius primae noctis, massacrando l'intera famiglia Caracciolo: unica superstite Isabella, che l’anno seguente portò in dote il marchesato al suo consorte, lo spagnolo Duca Ferrante Spinelli.
Il Duca fece riparare il castello e la torre che ancora oggi possiamo ammirare. La signoria degli Spinelli si concluse nel 1585, con la vendita del feudo ai Duchi D’Altemps che, tranne brevi pause, lo amministrarono fino al 1806, quando, in seguito alle leggi francesi, furono costretti a venderlo. I Francesi, applicando il loro ordinamento amministrativo, ne fecero un Luogo nel 1807 ed un Comune nel 1811.
Mesoraca fu sempre molto attiva culturalmente: tra il 600 ed il 700 sorsero le tre Accademie letterarie dei Risvegliati, degli Addormentati e degli Ecclesiastici. Vari conventi erano delle vere fucine culturali, centri di studio per i giovani di tutta la Calabria. Una abbazia benedettina, fondata in località Sant'Angelo molto prima del X secolo, era anche centro culturale ed economico di gran prestigio, oltre che spirituale; famosa ed importante per l'attività dei monaci amanuensi, fu purtroppo abbandonata e distrutta sul finire del XV secolo.
Tra gli eventi che hanno marcato la storia della cittadina: i natali di San Zosimo, Pontefice dal 414 al 418, ed i due terremoti rovinosi del 21 marzo del 1783 e dell’8 marzo 1832.
Santo Patrono: San Nicola di Bari
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